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Le nuove indicazioni nazionali per il curricolo (bozza maggio 2012)

È stata pubblicata il 30 maggio 2012 la bozza dei nuovi programmi scolastici (Indicazioni nazionali per il curricolo della scuola dell’infanzia e del primo ciclo di istruzione).
La parola chiave è: competenze.

L’edizione precedente delle Indicazioni, tutt’ora in vigore, risale al 2007.

Potete scaricare i due documenti in formato pdf cliccando sui link qui sotto.

Indicazioni del 2007

Bozza Indicazioni del 30 maggio 2012

Il nostro sistema formativo si baserà su 8 competenze definite dal Parlamento Europeo nel 2006:

1. comunicazione nella madrelingua;

2.  comunicazione nelle lingue straniere;

3.  competenza matematica e competenze di base in scienza e tecnologia;

4.  competenza digitale;

5.  imparare a imparare;

6.  competenze sociali e civiche;

7.  spirito di iniziativa e imprenditorialità;

8.  consapevolezza ed espressione culturale.

Purtroppo, nella bozza, la descrizione delle 8 competenze è alquanto sintetica e in certi punti incompleta rispetto alle definizioni proposte dal Parlamento Europeo.

Per questo motivo, consiglio a tutti di leggere la Raccomandazione del Parlamento europeo del 18 dicembre 2006 relativa alle competenze chiave per l’apprendimento permanente. È un testo breve ma chiaro ed esauriente.

Le scuole hanno tempo fino al 30 giugno per rispondere a un questionario del Ministero sulle nuove Indicazioni per il curricolo. Informazioni dettagliate si trovano nella pagina della Consultazione 2012, a cura dell’Agenzia Nazionale per lo Sviluppo dell’Autonomia Scolastica (ex INDIRE).

Sfide per il futuro

Segnalo inoltre la Relazione congiunta 2010 del Consiglio e della Commissione sull’attuazione del programma di lavoro “Istruzione e formazione 2010″. Anche questo è un testo breve, di sole 7 pagine, che fa il punto della situazione scolastica sulle 8 competenze-chiave e lancia nuove sfide per il prossimo decennio.

In particolare, sono citate tre competenze sulle quali bisogna ancora lavorare molto: la competenza digitale, imparare a imparare e lo spirito di iniziativa e imprenditorialità.

Competenza digitale

Si sta facendo molto per dotare le scuole delle nuove tecnologie e assicurare competenze di base in materia di TIC nel quadro della competenza digitale. Tuttavia sempre più spesso i giovani acquisiscono le competenze in materia di TIC in modo infor­male, per cui meno attenzione è stata riservata a temi quali lo spirito critico nell’uso dei nuovi mezzi di comunicazione e delle nuove tecnologie, la consapevolezza dei rischi e le questioni etiche e giuridiche. Considerata la progressiva diffusione dell’im­piego delle TIC nella vita quotidiana, è opportuno affrontare esplicitamente questi temi nell’insegnamento e nell’apprendi­ mento. Occorre sfruttare meglio le potenzialità che le nuove tecnologie offrono in termini di promozione dell’innovazione e della creatività, nuovi partenariati e personalizzazione dei per­ corsi di apprendimento.

Imparare a imparare

Molti programmi scolastici comprendono anche le competenze «Imparare a imparare», ma le scuole e gli insegnanti hanno bisogno di un maggiore sostegno per integrarle sistematica­mente nei processi didattici e di apprendimento e promuovere in tutta la scuola un ethos della formazione. Metodi innovativi, quali i piani di studio personalizzati e l’apprendimento basato sull’indagine (inquiry-based learning), possono essere particolar­mente utili per coloro che hanno avuto in precedenza espe­rienze negative o di insuccesso nella scuola.

Spirito di iniziativa e imprenditorialità collegato alle competenze sociali e civiche

Allo stesso modo, quando si cerca di trasmettere competenze sociali e civiche, lo spirito d’iniziativa e di imprenditorialità e la consapevolezza culturale, la difficoltà sta nell’andare al di là dell’aspetto nozionistico. Gli studenti hanno bisogno di più possibilità di esercitare lo spirito d’iniziativa e di apprendere in scuole aperte al mondo del lavoro, del volontariato, dello sport e della cultura. Queste competenze sono essenziali allo scopo di sviluppare la capacità di innovazione e offrire percorsi per l’integrazione degli studenti provenienti da contesti di im­migrazione o da ambienti svantaggiati. In questo contesto è importante aprire le scuole alle attività di proiezione verso l’esterno che coinvolgano datori di lavoro, gruppi giovanili, soggetti della cultura e la società civile.
Si registra un crescente numero di esempi di promozione del­l’imprenditorialità mediante partenariati con le imprese o me­diante lo sviluppo di mini-imprese gestite da studenti. Dagli scambi emerge la necessità di integrare questi partenariati con interventi volti a promuovere lo spirito di iniziativa, la creatività e l’innovazione nelle scuole.

 

 

There are 2 comments. Add Yours.

ROSA COSTANTINO —

CONDIVIDO PIENAMENTE QUANTO SCRITTO DAL PRO F.GIANFRANCO BO IN MERITO ALLA COMPETENZA LESSICALE, MA NON RIESCO A CAPIRE COME MAI IL MIO D.S. ABBIA FATTO RIFERIMENTO A QUESTA COMPETENZA FORMATIVA, PER LEGITTIMARE L’UTILIZZO “SELVAGGIO E TEMPESTIVO”DEI REGISTRI ON LINE,PER TUTTE LE CLASSI, IN UN ISTITUTO COMPRENSIVO DI BARI.
TRA L’ALTRO HA DICHIARATO CHE LA LEGGE SPENDING REVIEW IMPONE L’USO DEI REGISTRI ON LINE, NONOSTANTE IL COLLEGIO DEI DOCENTI ABBIA CHIESTO MARGINI DI FLESSIBILITA’ E ABBIA AVANZATO PROPOSTE PER UN USO PIU’GRADUALE DI QUESTA INNOVAZIONE(PER ESEMPIO PARTIRE DALLE CLASSI PRIME), CHE IN MOLTISSIME SCUOLE CAUSERA” GROSSI PROBLEMI PER LA MANCANZA DI FINANZIAMENTI E STRUMENTAZIONI.
IN ATTESA DI UN CORTESE RISCONTRO RINGRAZIO ANTICIPATAMENTE.
CORDIALI SALUTI
ROSA COSTANTINO

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    Gianfranco Bo

    Rosa, provo rispondere alle tue domande, in modo necessariamente breve perché il secondo argomento che proponi è abbastanza complesso.
    a) La competenza digitale (è questa che intendevi?) è prevista sia dalla Raccomandazione del Parlamento europeo sia dalle Indicazioni del curricolo che ho citato in questo post, ma riguarda la formazione degli alunni e non il modo di compilare i registri.
    b) La spending review (LEGGE 7 agosto 2012, n. 135), impone l’adozione di registri on-line in base ai seguenti commi dell’articolo 7:

    31. A decorrere dall’anno scolastico 2012-2013 le istituzioni scolastiche e i docenti adottano registri on line e inviano le comunicazioni agli alunni e alle famiglie in formato elettronico.

    32. All’attuazione delle disposizioni del presente articolo si provvede con le risorse umane, strumentali e finanziarie disponibili a legislazione vigente, senza nuovi o maggiori oneri a carico della finanza pubblica.

    27. Il Ministero dell’istruzione, dell’università e della ricerca predispone entro 60 giorni dalla data di entrata in vigore della legge di conversione del presente decreto un Piano per la dematerializzazione delle procedure amministrative in materia di istruzione, università e ricerca e dei rapporti con le comunità dei docenti, del personale, studenti e famiglie.

    Poiché la legge è entrata in vigore il 15 agosto 2012, il termine dei 60 giorni scade il 14 ottobre 2012.
    Nel frattempo l’Autorità Garante della privacy ha auspicato l’adozione di adeguate misure di sicurezza per la protezione dei dati.
    Poiché questo processo di dematerializzazione (che peraltro è già iniziato con i ministri Brunetta e Gelmini) è qualcosa di molto complesso, non possiamo prenderlo alla leggera e, secondo me, conviene aspettare il Piano e il parere del Garante.

    Ormai quasi tutto si fa online, dai referti medici alla dichiarazione dei redditi, dalle operazioni bancarie al pagamento delle bollette. Persino quelle persone che vedete smanettare con le slot machines nei bar, in realtà stanno facendo un’operazione on line. Hanno smaterializzato i dadi, le carte da gioco e la pallina della roulette e nessuno si è lamentato, anzi: si perde apparentemente allo stesso modo.
    Spesso però capita che i cambiamenti, sopratutto quando modificano delle pratiche consolidate e funzionanti, presentino molte difficoltà all’inizio, ma una volta che si sono assestati rivelano i loro vantaggi…;-)

    I registri personali e di classe che usiamo a scuola sono strumenti di lavoro che si devono compilare (sempre per legge) con precise modalità, molto diverse da quelle di un bonifico bancario o di una prenotazione all’ASL.
    Di tutto questo si terrà certamente conto nel Piano per la dematerializzazione. Aspettiamo.

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