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Vedi anche tu quel velociraptor?

Chi di noi non ricorda il pluripremiato kolossal cinematografico Jurassic Park uscito nel 1993 e diretto da Steven Spielberg? Nessuno, almeno tra i nati prima del 1990!

Competenze e obiettivi relativi alle attività proposte

Dalle Indicazioni nazionali per il curricolo della scuola dell’infanzia e del primo ciclo d’istruzione del 4 settembre 2012.

  • L’alunno ha una visione della complessità del sistema dei viventi e della loro evoluzione nel tempo; riconosce nella loro diversità i bisogni fondamentali di animali e piante, e i modi di soddisfarli negli specifici contesti ambientali.
  • Collega lo sviluppo delle scienze allo sviluppo della storia dell’uomo.
  • Ha curiosità e interesse verso i principali problemi legati all’uso della scienza nel campo dello sviluppo scientifico e tecnologico.
  • Comprendere il senso delle grandi classificazioni.
  • Riconoscere nei fossili indizi per ricostruire nel tempo le trasformazioni dell’ambiente fisico, la successione e l’evoluzione delle specie.
  • Conoscere le basi biologiche della trasmissione dei caratteri ereditari acquisendo le prime elementari nozioni di genetica.

Uno scienziato di Jurassic Park preleva il DNA da una zanzara preistorica.

In Jurassic Park veri dinosauri in carne e ossa popolavano un parco a tema.
Come avevano fatto gli scienziati a riportare in vita questi animali preistorici?

Erano partiti dal loro sangue succhiato da zanzare rimaste per milioni di anni intrappolate in agglomerati d’ambra.

Dal sangue avevano poi estratto il DNA dei dinosauri e li avevano generati per clonazione.

Un’idea suggestiva

Sicuramente questo film ha scritto un pezzo di storia della cinematografia fantascientifica, tanto è vero che l’idea del ritrovamento e della conservazione di reperti misteriosi nell’ambra è stata poi ripresa in altre opere cinematografiche, come l’attualissimo Fringe, telefilm la cui prima serie è uscita nel 2009.

Ma fino a che punto arriva la fantascienza e dove comincia la realtà? Forse, una risposta a questa domanda la può dare proprio una ricerca realizzata dall’Istituto di geoscienze e georisorse del Consiglio nazionale delle ricerche e dall’Università di Padova, in collaborazione con l’Università di Göttingen e con il Museo di Storia naturale di New York.

Una scoperta che ci parla dell’evoluzione delle specie

Una zanzara inclusa in una goccia d'ambra, Repubblica Dominicana. (foto di Didier Desouens)

I ricercatori hanno trovato conservati in goccioline d’ambra due acari e un moscerino della dimensione di pochi millimetri, risalenti a 230 milioni di anni fa.

È sorprendente come la morfologia di tali acari triassici sia simile a quella delle specie odierne appartenenti alla famiglia Eriophyoidea – dice Guido Roghi dell’Igg-Cnr -. Le caratteristiche comuni – corpo lungo e segmentato, due paia di zampe invece delle quattro solitamente presenti negli acari, un peculiare apparato boccale e artigli piumati – dimostrano che questi artropodi avevano tratti distintivi e specializzati già nel Triassico, decine di milioni di anni prima della comparsa delle angiosperme di cui si nutrono oggi, quando necessariamente si nutrivano di conifere.

Quando apparvero le prime piante con fiore, quindi, questi minuscoli artropodi modificarono le loro abitudini alimentari:

Grazie al loro adattamento ambientale hanno superato le grandi estinzioni al termine del Cretacico (65 milioni di anni fa).

Già nel 2006 erano state ritrovate alcune specie preistoriche nell’ambra; questa scoperta però è straordinaria per l’età soprendente dei resti fossili (230 milioni di anni), mentre in precedenza le specie ritrovate risalivano al massimo a 130 milioni di anni fa. Inoltre, vista anche la perfetta conservazione degli ultimi ritrovamenti, si sono potute classificare due nuove specie prima sconosciute, risalenti, appunto, all’epoca triassica.

La domanda, dunque, sorge spontanea: se la scienza continua su questo percorso, un giorno ci toccherà scappare per sfuggire alle attenzioni di rapidissimi Velociraptor o di affamatissimi e giganteschi T-Rex?!

There is 1 comment. Add Yours.

maroi —

molto interessante

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