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Alberi in città (parte 3°)

Gli alberi urbani hanno molte virtù. Ogni mattina ci danno il buongiorno, si regolano tutto l’anno sull’ora solare, producono ossigeno, assorbono anidride carbonica, filtrano le polveri sottili, riducono i rumori, migliorano il microclima e aumentano persino il valore degli edifici.

Competenze e obiettivi relativi alle attività proposte

Dalle Indicazioni nazionali per il curricolo della scuola dell’infanzia e del primo ciclo d’istruzione del 4 settembre 2012.

  • L’alunno ha una visione della complessità del sistema dei viventi e della loro evoluzione nel tempo; riconosce nella loro diversità i bisogni fondamentali di animali e piante, e i modi di soddisfarli negli specifici contesti ambientali.
  • È consapevole del ruolo della comunità umana sulla Terra, del carattere finito delle risorse, nonché dell’ineguaglianza dell’accesso a esse, e adotta modi di vita ecologicamente responsabili.

Per la scuola secondaria di primo grado.

  • Riconoscere le somiglianze e le differenze del funzionamento delle diverse specie di viventi.
  • Comprendere il senso delle grandi classificazioni.
  • Assumere comportamenti e scelte personali ecologicamente sostenibili.
  • Rispettare e preservare la biodiversità nei sistemi ambientali.

Per la scuola primaria

  • Proseguire nelle osservazioni frequenti e regolari, a occhio nudo o con appropriati strumenti, con i compagni e autonomamente, di una porzione di ambiente vicino; individuare gli elementi che lo caratterizzano e i loro cambiamenti nel tempo.
  • Proseguire l’osservazione e l’interpretazione delle trasformazioni ambientali, ivi comprese quelle
    globali, in particolare quelle conseguenti all’azione modificatrice dell’uomo.

E noi, siamo altrettanto buoni con loro? Non sempre.

Capita infatti di incontrare alberi sofferenti perché costretti a vivere in ambienti troppo piccoli per la chioma e le radici, con poca disponibilità di terreno, acqua e luce. Capita di incontrare alberi potati eccessivamente per dargli forme geometriche forse belle da vedersi ma che nulla hanno a che fare con la natura.

La vita di un albero in città è ridotta a circa un terzo rispetto a quella attesa nella foresta.

Alberi improbabili

In questo terzo e ultimo articolo vi propongo alcune fotografie di alberi che ho battezzato improbabili, perché è praticamente impossibile trovarli così allo stato naturale.

Non sono un esperto di botanica e tanto meno di agraria, perciò vi suggerisco alcuni siti su cui approfondire questo importante argomento.

Pitosforo a ombrello. Li vicino c'è un mare d'acqua, ma è del tutto inutile.

 

Albero piramide.

 

Semisfera e semiellissoide di Pitosforo con cipressi sullo sfondo.

 

Uovo.

 

Sfera e cilindro in un giorno di pioggia.

 

Cuscino.

 

Platano tristissimo.

 

Photinia fraseri potata a forma di prisma.

 

Parallelepipedi, cubi, … di Photinia fraseri

Un esercizio di osservazione

Cliccate sull’immagine seguente per vederla ad alta risoluzione.
Osservate i rametti tagliati e le cicatrici sulle foglie. Quanti riuscite a contarne?

Alla Photinia non piace la forma del prisma perciò emette nuovi rametti diretti verso l'alto. Ma il giardiniere li taglia!

 

Con quelle foglie così grandi, sembra un banano.

 

Ma non ha i fiori del banano.

 

È una gigantesca Strelitzia nicolai.

 

Melo bonsai. Ha 42 anni ma è alto solo 42 cm!

 

Albero No-comment.

 

Quali sono le principali funzioni degli alberi urbani?

Riporto qui di seguito alcuni dati tratti dal dossier Gli alberi nelle aree urbane a cura di Marco Dinetti, Responsabile Nazionale Ecologia urbana LIPU (Lega Italiana Protezione Uccelli).
Se desiderate maggiori informazioni, potete scaricare il dossier completo in formato .pdf (portable document format).

Funzioni ambientali

  • Assorbimento di CO2 e emissione di ossigeno: un albero di media grandezza rilascia una quantità di ossigeno equivalente a quella necessaria per la vita di 10 persone. Le emissioni annue di CO2 di un’auto sono compensate da 20 alberi.
  • Miglioramento della qualità dell’aria: riassorbimento degli inquinanti quali ozono (O3), polveri sottili (PM10), biossidi di azoto (NO2), anidride solforosa (SO2), ecc.
  • Depurazione delle acque.
  • Riduzione dell’inquinamento acustico: fasce di vegetazione lungo le strade possono ridurre i rumori del 70-80%.
  • Mitigazione climatica: attraverso la traspirazione le piante refrigerano l’aria. Un albero è in grado di traspirare 400 litri al giorno.

Funzioni economiche

  • Risparmio energetico (riduzione spese condizionamento del 10-50%).
  • Incremento del valore degli edifici (fino al 15%).
  • Diminuzione spese sanitarie per i benefici alla salute psico-fisica. La semplice visione della vegetazione riduce il battito cardiaco e favorisce l’abbassamento della pressione.
  • Riduzione dei mezzi di trasporto inquinanti, per esempio creando una rete di greenways (strade verdi): percorsi ciclabili, pedonali, ippovie.

Funzioni sociali

  • Funzione estetica: le zone verdi con alberi rendono più bello il paesaggio.
  • Opportunità di svago, incontro, attività culturali e sportive.
  • Ruolo educativo: l’osservazione e lo studio della natura possono aiutare a creare un atteggiamento più rispettoso nei confronti dell’ambiente.

Possibili attività didattiche

Cari colleghi docenti di scienze, vi elenco telegraficamente alcune idee che si potrebbero realizzare con gli alunni della scuola di base.

  1. Seguire la vita di uno o più alberi della propria città durante un intero anno.
  2. Documentare la vita di uno o più alberi con fotografie della corteccia, delle foglie, dei fiori, dei frutti e dei semi.
  3. Cercare notizie sull’utilità, la cura e gli eventuali rischi degli alberi nei centri urbani.
  4. Costruire una mappa degli alberi più significativi presenti nella propria città.

Se avete idee, integrazioni o correzioni da proporre, vi prego segnalarmele attraverso un commento a questo articolo.

Sono gradite anche fotografie sul tema “Alberi improbabili“.

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