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Le razze non esistono

Uno degli idoli sportivi italiani dei più giovani – e non solo – è Mario Balotelli, un ragazzo alto 1 metro e 90 centimetri, dall’accento bresciano che si batte ogni domenica contro difese, portieri e… razzismo.

 

Mario Balotelli durante una partita della nazionale italiana

Mario Balotelli veste con orgoglio la maglia della nazionale italiana. Foto di Олег Дубина, via wikimedia commons

Il razzismo ha tantissime definizioni e nella storia dell’essere umano si è manifestato in ogni parte del mondo. Al di là degli aspetti storici e culturali, analizziamo le radici biologiche del concetto di “razza”.

Esistono le razze umane?

Comunemente si parla di razza caucasica, africana, mongolica, del Sud-Est asiatico, aborigena australiana, aborigena oceanica, amerinda, ma le differenze genetiche sono davvero così profonde?

Ogni ipotesi biologica sull’origine delle razze non ha alcun riscontro nel genoma umano. Pertanto la risposta alla domanda precedente è no!

Biologici e genetisti si sono cimentati, a partire dagli anni ’70, in indagini statistiche per scoprire se ci fossero realmente delle differenze genetiche tra popolazioni diverse.
I primi esperimenti si focalizzarono sui geni che caratterizzano i gruppi sanguigni e alcune proteine del plasma sanguigno delle sette “razze” menzionate in precedenza. I risultati di queste indagini mostrarono che le differenze genetiche tra le varie razze erano appena del 7%, mentre le differenze genetiche tra individui della stessa razza erano dell’ordine dell’85%: decisamente superiore.

Successivamente, si analizzarono i geni che determinano il colore della pelle, la forma degli occhi, i capelli, cioè quei caratteri visibili (fenotipo) che generalmente classificano una razza.

 

Le popolazioni del mondo

Sparse per il mondo ci sono popolazioni con caratteri somatici diversi: il colore e la forma degli occhi, i capelli e la pelle sono frutto di un adattamento ambientale.


In seguito a questi studi, è emerso che nella miriade di geni umani – circa 30000 – quelli che regolano e determinano il colore della pelle, per esempio, sono pochissimi. Inoltre, la variabilità genetica è bassissima e, di conseguenza, trascurabile e spesso è dovuta a necessità ambientali. Un uomo di pelle chiara ha maggiori difficoltà, rispetto a un africano, a vivere all’equatore, ma in breve tempo le cellule del suo corpo produrranno una proteina, chiamata melanina, che lo proteggerà dai raggi solari.

Sorprese dalla mappatura del genoma umano

Logo progetto genoma

La mappatura del genoma umano non riguarda solo la biologia e la chimica, ma sconfina anche nella fisica, nella bioinformatica, nell'ingegneria e nella bioetica.

 

Inoltre nel 2001, con il completamento della mappa del genoma umano, emerse che la variabilità genetica tra due uomini presi a caso nel mondo è del 2-3 per mille. Sorprendentemente, si è osservata una maggiore variabilità genetica in soggetti provenienti da una stessa popolazione, per esempio tra due bianchi, che non in due individui provenienti da popolazioni di pelle nera e pelle bianca.

Non c’è da stupirsi di fronte a tutto ciò: ognuno di noi ha due genitori, quattro nonni, otto bisnonni ecc, che non provenivano sicuramente dallo stesso posto. Provate a indagare sulla storia della vostra famiglia, magari costruendo un albero genealogico, e confrontatevi con amici e compagni di classe. Potreste scoprire che un vostro antenato era africano, mentre il vostro compagno di banco, di “razza” caucasica come voi, ha un antenato finlandese.

Gli studiosi hanno giustificato una variabilità genetica così bassa con una semplice affermazione: l’essere umano attuale deriva da un antenato comune, l’Homo sapiens sapiens, che nel corso dell’evoluzione si è spostato dall’Africa, colonizzando luoghi diversi del mondo.

Diffusione Homo Sapiens nel mondo

La storia della diffusione dell'Homo Sapiens nel mondo.

Per approfondire

Per chi fosse interessato ad approfondire questi temi, consigliamo di leggere “Geni, popoli e lingue” di Luigi Luca Cavalli Sforza e “L’invenzione delle razze. Capire la biodiversità umana” di Guido Barbujani. Gli autori sono due genetisti italiani famosi in tutto il mondo.

 

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