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Le notizie del mese di settembre 2015 [scienza da non perdere]

Un nuovo Homo

Reperti fossili di Homo naledi

Numerosi resti fossili di Homo naledi. Gli scienziati hanno rinvenuto nel 2015 numerosi resti di questo "nuovo" ominide in una cava nei pressi di Pretoria, in Sud Africa. © Demotix Live News/Demotix/Corbis

C’è chi l’ha definita la nuova star dell’evoluzione umana e di sicuro sentiremo a lungo parlare di lui: Homo naledi, una nuova specie del genere Homo. A descriverlo è stato il gruppo di ricerca di Lee Berger, a partire dall’entusiasmante ritrovamento, in un sistema di grotte nei pressi di Johaneesburg, in Sud Africa, di un’impressionante quantità di fossili.

[Leggi la news su National Geographic Italia]

Terremoti e rischio tsunami

Il 16 settembre scorso, un forte terremoto ha colpito il Cile, lasciando il mondo con il fiato sospeso nel timore che potesse verificarsi uno tsunami. Il problema, però, non è esclusivo dell’Oceano Pacifico o di quello Indiano: anche nel Mediterraneo potrebbero verificarsi tsunami a seguito di terremoti. E addirittura, almeno secondo una simulazione, potrebbe succedere in Italia.

[Da un comunicato stampa dell'European Geosciences Union]

Tutti gli alberi della Terra

Veduta dall'alto di un tratto di foresta tropicale deforestata per fare spazio alle coltivazioni.

Stato de lParanà, Brasile: ampie zone di foresta vengono tagliate per lasciare spazio alle coltivazioni. © Paulo Fridman/Corbis

Sono più di 3000 miliardi: sono tutti gli alberi presenti sul nostro pianeta, secondo una stima pubblicata sulla rivista scientifica «Nature» e formulata integrando immagini satellitari e risultati di ispezioni al suolo. Lo studio riferisce inoltre che ogni anno scompaiono circa 15 miliardi di alberi e che il loro numero si è ridotto del 46 per cento dagli inizi della civiltà umana.

[Leggi la news su Le Scienze]

Un problema per la datazione con Carbonio-14

Le emissioni causate dai combustibili fossili potrebbero, a breve, invalidare i metodi di datazione basati sulla rilevazione del Carbonio-14. Questo perché il carbonio rilasciato dalla combustione di combustibili fossili starebbe diluendo la radioattività del Carbonio-14, facendo aumentare l’età percepita tramite questo sistema di datazione. L’osservazione è stata pubblicata sulla rivista PNAS.

[Leggi la news su Science Daily]

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