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Terremoti, uova e robot (non tutti insieme)

Storia di una cellula fantastica

Cercare il pelo nell’uovo, fare la frittata, meglio un uovo oggi o la gallina domani, ab ovo: sono tutte espressioni che hanno a che fare con l’uovo. A proposito: è nato prima lui, la cellula fantastica di cui scrivono i biologi Carlo Alberto Redi, professore di zoologia all’Università di Pavia, e Manuela Monti, esperta di cellule germinali, oppure la gallina? La scienza naturalmente una risposta ce l’ha (non la sveliamo… provate a rifletterci sopra).

E del resto su questa cellula la scienza ha molte cose da dire, come del resto la letteratura, il cinema, il design, perfino la musica. Gli autori ce le raccontano in un viaggio documentato e a tratti divertenti, che non può non occuparsi anche di temi oggi più che mai caldi dal punto di vista bioetico, dall’ovodonazione alle tecniche di trasferimento nucleare alla possibilità di creare gameti artificiali.

C. A. Redi, M. Monti, Storia di una cellula fantastica, Sironi, Milano 2016

[Leggi la scheda di presentazione del libro]

Sotto i nostri piedi

Viene da Kant il titolo di questo libro, dedicato, recita il sottotitolo, a storie di terremoti, scienziati e cialtroni. Dopo il disastroso terremoto che travolse Lisbona nel 1775, il filosofo tedesco suggerì di non cercare le cause lontano da noi, ma sotto i nostri piedi, intuendo che il motore dei movimenti sismici andava cercato proprio dentro la Terra. Di queste cause si occupa ovviamente la sismologia, ma non di sola scienza parla il libro.

Alessandro Amato, ricercatore dell’Istituto nazionale di geofisica e vulcanologia, racconta anche di scienziati e filosofi, di grandi terremoti e terremotati, degli innumerevoli e a volta bizzarri quando non proprio ciarlataneschi tentativi di prevederli.

A. Amato, Sotto i nostri piedi, Codice, Torino 2016

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L’anima delle macchine

Vincitore del Premio Galileo 2016, questo saggio di Roberto Gallina, professore di robotica all’Università di Firenze, ruota attorno a un’ipotesi impopolare: che noi abbiamo bisogno di macchine e tecnologia come di amore e ossigeno. In effetti, obiettivo dell’autore è concentrarsi non tanto sull’aspetto meccanico delle macchine – di cui si occupa quotidianamente come ingegnere – quanto sul rapporto emotivo tra uomo e tecnologia, sull’inevitabile dipendenza che già oggi ci lega alle macchine e che lo farà sempre di più in futuro. Tanto che Gallina arriva a parlare di tecnodestino.

P. Gallina, L’anima delle macchine, Edizioni Dedalo, Bari 2015

[Leggi la scheda di presentazione del libro] link.pearson.it/8E0CF220

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