Menu

ARCHIVIO

Le notizie del mese di febbraio 2016 [scienza da non perdere]

Conferma diretta per le onde gravitazionali

Rappresentazione artistica di un buco nero. Credits Markus Gann. Shutterstock

Albert Einstein aveva ragione: le onde gravitazionali – deformazioni dello spazio-tempo che si generano in seguito al movimento accelerato di corpi dotati di massa – previste dal fisico tedesco nel 1916 sono state effettivamente rilevate in modo diretto nell’ambito delle collaborazioni internazionali LIGO e VIRGO. Le onde rilevate sono state generate dalla fusione di due buchi neri, osservata contemporaneamente dagli interferometri di LIGO il 14 settembre scorso. La scoperta apre le porte a una nuova era per lo studio dell’universo e della sua evoluzione.

[Leggi la news su Le Scienze]

Virus Zika, una nuova minaccia globale

Il primo febbraio scorso l’Organizzazione mondiale della sanità ha dichiarato il virus Zika una “nuova emergenza di salute pubblica di rilievo internazionale”. Il virus, trasmesso attraverso la puntura di zanzare della specie Aedes aegipty, è attualmente al centro di diversi focolai epidemici in diversi paesi del Centro e Sud America ed è accusato di provocare microcefalia in neonati, se contratto dalle madri durante la gravidanza. Appartiene alla famiglia dei flavivirus, insieme ai virus responsabili di febbre gialla e dengue.

[Leggi la scheda dell'OMS]
[Leggi l'articolo di The Atlantic sui flavivirus]

Primato di Homo sapiens sui Neanderthal: l’importanza della cultura

Pitture rupestri di Homo sapiens. Credits Marcio Jose Bastos Silva. Shutterstock

I primi gruppi di Homo sapiens che arrivarono in Europa erano molto più esigui di quelli dei Neanderthal, eppure in un tempo relativamente breve ebbero la meglio. Come? Grazie a una cultura più evoluta, che ha permesso di colmare lo svantaggio numerico. Questa, almeno, la conclusione di uno studio che ha applicato il modello ecologico di Lotka-Volterra (un modello matematico in genere utilizzato per seguire le dinamiche preda-predatore) alle interazioni tra le due specie. Nel modello, i ricercatori – americani e giapponesi – hanno incluso anche le differenze tra i livelli di sviluppo culturale di H. sapiens e H. neanderthalensis.

[Leggi la news su Le Scienze]

Scrivi un commento!