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Le notizie del mese di marzo 2016 [scienza da non perdere]

Un coccodrillo gigante nei mari del Cretaceo

130 milioni di anni fa, nel pieno del Cretaceo, nei mari si aggirava un coccodrillo lungo quasi 10 metri e pesante circa 3 tonnellate. È stato battezzato Machimosaurus rex, ed è stato scoperto in Tunisia, nella regione di Taounine, da una spedizione guidata dal paleontologo italiano Federico Fanti. Machimosaurus era un gigante, ma non il coccodrillo preistorico di maggiori dimensioni che sia mai stato scoperto. Nelle acque dolci del Cretaceo nuotava infatti Sarcosuchus imperator, lungo fino a 12 metri e pesante fino a 8 tonnellate. I resti studiati da Fanti sono piuttosto frammentari e includono soprattutto un grosso cranio, però la scoperta è ritenuta molto interessante per capire la dinamica evolutiva tra Giurassico e Cretaceo e, in particolare, come sia avvenuta l’estinzione di massa che si ipotizza che sia avvenuta alla fine del Giurassico, 15 milioni di anni prima dell’epoca in cui visse questo esemplare.

[Leggi tutto l'articolo del National Geographic]

L’Europa alla conquista di Marte

Credits immagine lculig. Shutterstock

È ormai in viaggio verso Marte la missione ExoMars, realizzata dall’Agenzia Spaziale Europea con un determinante contributo italiano, che ha lo scopo dichiarato di cercare di individuare possibili forme di vita sul pianeta a noi più vicino.

La missione arriverà il 16 ottobre a 900.000 kilometri da Marte e in quel momento i due strumenti che si trovano a bordo della navicella spaziale si separeranno. La sonda Trace Gas Orbiter entrerà in orbita attorno al pianeta e per sette anni studierà le emissioni gassose del pianeta alla ricerca del punto migliore dove proseguire l’esplorazione a terra. Il modulo Schiaparelli si poserà invece sul suolo marziano.

Tra due anni un vero e proprio rover sarà lanciato per continuare la missione: scenderà su Marte, scegliendo il luogo grazie appunto al lavoro della sonda Trace Gas Orbiter, per perforare il suolo fino a due metri di profondità alla ricerca di tracce biologiche.

[Leggi la descrizione della missione sul sito dell'ESA]

Sempre più indietro nell’analisi del DNA umano

Un modello di DNA. Credits immagine Sozaijiten

La ricerca genetica e i progressi nella tecnica di estrazione e sequenziamento di DNA antico stanno continuamente aggiornando le conoscenze sulla storia del genere Homo. I ricercatori del Max Planck Institut di Lipsia e dell’Universidad Complutense di Madrid hanno sequenziato il DNA di uno degli individui vissuti 430.000 anni fa e ritrovati nel sito di Sima de los huesos, in Spagna.

L’analisi genetica conferma l’ipotesi che si tratti di un progenitore dei Neanderthal, ma allontana anche nel tempo il distacco della linea evolutiva dei Neanderthal da quella di altri ominidi che potrebbero aver portato fino a noi. La ricerca rappresenta un traguardo di grande importanza poiché gli scienziati hanno lavorato su materiale genetico assai degradato contaminato, usando solo lo 0,1% dell’intera sequenza del DNA e ottenendo un risultato che pareva impossibile solo pochi anni fa.

[Leggi tutto l'articolo di Scientific American]

 

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