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Tecnologie, malattie e acceleratori di particelle

Come nasce una buona idea

Se chiedete a un ragazzo a che cosa associ la parola innovazione, o invenzione, probabilmente vi risponderà citando qualche oggetto tecnologico, come lo smartphone, oppure una applicazione connessa al mondo del web, come Facebook.

Ma l’innovazione è un concetto che va ben al di là della tecnologia recente e del suo uso. E Massimiliano Bucchi, sociologo della scienza da anni attento osservatore del modo in cui la società percepisce, usa e giudica scienza e tecnologia, nel suo ultimo libro (Per un pugno di idee. Storie di innovazioni che hanno cambiato la nostra vita) ha scelto di ri-aprirci gli occhi su questo tema. Tutte le storie che racconta sono affascinanti. Tutte sono capaci di offrire un angolo visuale diverso.

[Leggi la scheda del libro]

Microbi, virus, vaccini e non solo

La strada percorsa nello studio delle malattie infettive è stata lunga: dalla scoperta dei primi microorganismi e del loro ruolo, non sempre dannoso, alla sperimentazione dei primi rimedi e poi all’invenzione dei vaccini, alla scoperta degli antibiotici e alla progressiva comprensione dei meccanismi difensivi del nostro sistema immunitario, ancora oggi assai incompleta.

Riscoprirla grazie al libro scritto da Clara Frontali per Editoriale Scienza (adatto per i ragazzi della secondaria di primo grado, ma pieno di informazioni per lettori di tutte le età) è un viaggio estremamente affascinante e istruttivo. Ma è anche molto di più. Aiuta a collegare i fatti, le discipline, offre spunti per attività sperimentali, diventa strumento per capire l’attualità (le polemiche sui vaccini, per esempio). Una nuotata salutare nel mondo della medicina e della biologia.

[Leggi la recensione di Il Sussidiario]

Viaggio al centro della fisica delle particelle

Cinque puntate da mezz’ora, andate in onda su Radio3scienza e raccolte in podcast, offrono un viaggio completo e aggiornato all’interno del CERN, del suo gigantesco acceleratore di particelle LHC e dei suoi straordinari esperimenti. Un audiodocumentario intitolato Meet my particles, con buona scelta: le particelle elementari di cui si va a caccia sono vissute in prima persona dall’autrice grazie agli incontri con i tanti ricercatori del Centro e possono davvero diventare patrimonio di ciascun ascoltatore. Niente immagini, ovviamente, visto che si tratta di un prodotto radiofonico: tutto è lasciato all’immaginazione e alla capacità di visualizzare da parte di chi ascolta, come è giusto che sia quando si parla del mondo dell’infinitamente piccolo. E infatti il lavoro ha vinto il premio giornalistico Romeo Bassoli, che ogni anno sceglie un’opera di divulgazione scientifica in ricordo di uno dei più attivi e poliedrici giornalistici scientifici, scomparso nel 2013 a 59 anni.

[Ascolta o scarica i podcast]

 

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